Marc Ribot a Umbria Jazz Winter#25

MARC RIBOT

È unanimemente riconosciuto, Marc Ribot, come uno dei più  creativi ed originali chitarristi delle ultime generazioni del jazz (e non solo, la definizione in realtà gli va molto stretta). Personalità artistica multiforme, Ribot è capace di passare dalle più surreali canzoni di Tom  Waits agli standard del jazz di Diana Krall e Cassandra Wilson, dall'avant rock del suo trio Ceramic Dog alla musica latina (ma a modo suo) dei Cubanos Postizos, dalle free forms di Albert Ayler alle band elettriche (Electric Masada) o ai "Filmworks" di John Zorn, dal blues alle dissonanze di Giacinto Scelsi. Ma da lui potete ascoltare anche una (forse) inattesa soundtrack per un film come Il Monello di Charlie Chaplin, o una collaborazione con T Bone Burnette, Elvis Costello o Lounge Lizards.

Un maestro dell'improvvisazione assoluta, Ribot, sperimentatore intrepido che fa della eterogeneità nel suo lavoro uno strumento di creatività. Un artista sempre diverso ma sempre coerente con la sua visione della musica.

Per Marc Ribot Umbria Jazz  #25 significa un ritorno perché il chitarrista di Newark in Umbria è già stato più volte. Di lui si ricordano, a Orvieto, uno splendido recital di sola chitarra e una partnership con Medeski  Martin & Wood, e, a Perugia, concerti con Los Cubanos Postizos, con il Mistery Trio e, come special guest, una performance con la band di Vinicio Capossela. In questa edizione invernale del venticinquesimo anniversario  Ribot è  resident artist con due diversi progetti.

Il chitarrista di Newark si esibirà con il suo TRIO e con THE YOUNG PHILADELPHIANS.   


MARC RIBOT TRIO

Una piccola grande band, con Henry Grimes al contrabbasso e Chad Taylor alla batteria, che è la naturale evoluzione di Spiritual Unity, un quartetto costituito per esplorare la musica di Albert Ayler in chiave free/punk/jazz. La formula del trio permette una maggiore flessibilità nelle composizioni e mette in evidenza la figura di Grimes, leggendario partner di Ayler negli anni '60. Quando Grimes, nel 2003,  tornò sulla scena del jazz dopo una lunga assenza, Ribot decise che era venuto il momento di realizzare il sogno di formare una band per suonare quella musica.

Il Trio è completato da Chad Taylor, noto soprattutto per il suo lavoro con il duo Chicago Underground.


THE YOUNG PHILADELPHIANS

L'idea è proprio "da Marc Ribot": fondere il Philly Soul degli anni '70 ed altri successi "disco" con le innovazioni armolodiche del Prime Time di Ornette Coleman. Innovazioni che evidentemente possono essere applicate ad ogni genere di musica. Con inusuali e certamente inattesi risultati: conservare lo spirito di quelle canzoni ma con un suono punk-funk.

Direttamente dalla straordinaria esperienza ornettiana vengono due musicisti della band, il bassista Jamaaladeen  Tacuma ed il batterista G. Calvin Weston. Con loro, oltre a Ribot, fanno parte di The Young Philadelphians la chitarrista Mary Halvorson ed un trio di archi le cui parti sono trascritte con fedeltà dagli originali. Di questa originale formazione esiste un bel disco live  registrato in Giappone.