Christone "Kingfish" Ingram | Umbria Jazz

Christone “Kingfish” Ingram

Sono in molti a pensare che Kingfish sia il futuro del blues. Kingfish è il soprannome di Christone Ingram, un ragazzone del Mississippi che ha letteralmente aggredito la scena del blues con un esordio che non si vedeva da tempo. Rolling Stone lo ha definito il più eccitante giovane chitarrista da anni, e nel suo […]
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Sono in molti a pensare che Kingfish sia il futuro del blues. Kingfish è il soprannome di Christone Ingram, un ragazzone del Mississippi che ha letteralmente aggredito la scena del blues con un esordio che non si vedeva da tempo.

Rolling Stone lo ha definito il più eccitante giovane chitarrista da anni, e nel suo suono rivede icone come B.B. King, Jimi Hendrix e Prince. Un predestinato.

Il suo primo disco, inciso a Memphis e intitolato semplicemente “Kingfish”, si è guadagnato una nomination ai Grammy nella categoria “Best Traditional Blues Album” e ha debuttato al primo posto nella classifica di Billboard. Particolare non irrilevante: l’album è stato pubblicato dalla Alligator Records, storica etichetta di Chicago per i cui solchi (e poi bit) è passata la migliore black music degli ultimi decenni. Ed il presidente della Alligator dice che Kingfish è a young, visionary blues giant. Alligator Records ha intanto pubblicato il secondo disco, registrato a Nashville e intitolato “662”, che è poi il prefisso telefonico dell’area in cui Ingram è nato. Il disco, vincitore nel 2022 del Grammy come “Best Contemporary Blues Album”, è in qualche modo più personale del precedente e parla, nelle tredici canzoni, più intimamente del suo autore. “662 – dice Kingfish – è una riflessione sulla mia crescita come musicista, songwriter, bandleader, e anche come giovane uomo”.

Il blues di Kingfish ha profonde radici nella musica del Delta del Mississippi ma è proteso in avanti, sostenuto da una maestria di guitar player che rimanda ai grandi del passato. Lo stesso Christone dice di avere un piede nella storia, cioè il blues più classico della tradizione americana, ma di volersi muovere in avanti.
Cresciuto con il gospel, Kingfish è poi approdato alla “musica del diavolo” suonando prima la batteria, poi il basso, infine la chitarra di cui è diventato un virtuoso. Il tutto (festival, televisione, club importanti, collaborazioni con Keb Mo, Buddy Guy, Eric Gales) in pochissimi anni. Ma questo è solo l’inizio: I have a lot to say – dice – so please stay tuned.

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  • Restaurant stage | 19:30
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