10 Giugno 2021, 17:33

FUNK OFF on stage con GINO PAOLI

Qualche passo indietro: Umbria Jazz 18, la sera del 21 luglio. Il festival era arrivato alla sua penultima tappa e sul palco di Piazza IV Novembre c’erano i Funk in modalità on stage invece che nella consueta formula della marching band. Da dietro le quinte spuntò Gino Paoli che circondato dagli ottoni e dalla ritmica […]
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UmbriaJazz

Qualche passo indietro: Umbria Jazz 18, la sera del 21 luglio. Il festival era arrivato alla sua penultima tappa e sul palco di Piazza IV Novembre c’erano i Funk in modalità on stage invece che nella consueta formula della marching band. Da dietro le quinte spuntò Gino Paoli che circondato dagli ottoni e dalla ritmica della scatenata band toscana cantò una versione funk di “Sapore di sale” e “La gatta”. Una partnership, quella tra Paoli e Funk Off, che non ti aspetti ma che poi ha trovato una continuità su disco e che Umbria Jazz 21 presenta dal vivo all’Arena Santa Giuliana. 

Chi frequenta il Festival sa che i Funk Off e Paoli sono di casa in Umbria, e che anzi i primi possono essere considerati una specie di istituzione non avendo mancato un’edizione, estiva e invernale, a partire dal 2003, quando si presentarono all’Arena la sera del concerto di James Brown. La street band toscana è diventata popolarissima con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans (siamo alle origini del jazz) proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente, capace di coniugare blues, swing e funky. 

Quanto al cantautore genovese, soprattutto negli ultimi anni Paoli ha offerto al pubblico una rilettura in chiave jazz delle sue canzoni, ma anche del grande repertorio napoletano e francese, spesso in duo con Danilo Rea e con ospiti come Fabrizio Bosso. Del resto, Paoli ha sempre avuto una particolare vicinanza al mondo del jazz: qualcuno ricorderà che in “Sapore di sale” (era il 1963) c’era un notevole solo di sax tenore. Era Gato Barbieri.