J.P. Bimeni & The Black Belts | Umbria Jazz

J.P. Bimeni & The Black Belts

Una drammatica vicenda umana che diventa grande musica: sofferta, sincera, coinvolgente. J. P. Bimeni è oggi una delle più belle voci soul che arrivano da Londra. In Italia lo hanno visto, tra l’altro, al Beach Party di Jovanotti, al festival di Porretta e a Propaganda Live. Per lui si sono azzardati i confronti più lusinghieri, […]
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Una drammatica vicenda umana che diventa grande musica: sofferta, sincera, coinvolgente. J. P. Bimeni è oggi una delle più belle voci soul che arrivano da Londra. In Italia lo hanno visto, tra l’altro, al Beach Party di Jovanotti, al festival di Porretta e a Propaganda Live. Per lui si sono azzardati i confronti più lusinghieri, da Otis Redding, che difatti per molto tempo è stato il suo modello, a Marvin Gaye.

Gli inizi, però, sono stati molto difficili, o forse è meglio dire tragici. Bimani viene dal Burundi, e discende dalla famiglia reale. Dopo la nascita della Repubblica il piccolo stato africano ha avuto una vita complicata, tra continui colpi di stato e guerre tribali. Lo stesso Bimeni ne è restato vittima ed ha rischiato la morte. Riuscì a riparare, come rifugiato, prima nel Galles, poi a Londra. La storia del musicista J. P. Bimeni parte da qui. Non una storia facile, all’inizio, ma poi è cominciata una vera e propria carriera fatta di tanti passi in avanti e qualche pausa. Una band dopo l’altra finché in un festival in Spagna non ha incontrato The Black Belts, con cui ha inciso “Free Me”, il disco del lancio internazionale. Il disco dell’anno, secondo BBC.

“Give Me Hope” è il secondo album, che si muove tra echi Stax e Motown, psichedelia e afro funk.