JULIAN LAGE TRIO

Se si vuole capire meglio cosa sta succedendo alla chitarra nell’ultimo decennio Julian Lage è un nome da seguire. Nel triennio 2017-2019 Lage si è guadagnato tre consecutive nomination ai Grammy, che si sommano alle due precedenti. È un segno evidente della grande attenzione di cui il chitarrista californiano è oggetto nel mondo della musica, […]
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UmbriaJazz

Se si vuole capire meglio cosa sta succedendo alla chitarra nell’ultimo decennio Julian Lage è un nome da seguire. Nel triennio 2017-2019 Lage si è guadagnato tre consecutive nomination ai Grammy, che si sommano alle due precedenti. È un segno evidente della grande attenzione di cui il chitarrista californiano è oggetto nel mondo della musica, sia tra gli addetti ai lavori che tra il pubblico. Adesso è in uscita “Squint”, il nuovo album inciso a Nashville per Blue Note. Per la storica etichetta Lage aveva già registrato, con Nels Cline e Charles Lloyd, ma questo è il suo esordio come leader. Il disco è stato preceduto nel gennaio dell’anno scorso da un ciclo di sei serate al Village Vanguard. 

Non ancora trentaquattrenne, Lage si è ritagliato un posto da protagonista nel sempre vivace scenario della chitarra jazz. In realtà la storia è cominciata molto tempo prima. Al giovane prodigio (otto anni) era già stato dedicato un documentario, e a dodici anni Lage si era esibito nella serata dei Grammy. I suoi studi lo portarono dal Conservatorio di San Francisco al Berklee College di Boston, dove incontrò Gary Burton che lo volle nella band che incise “Generations” e “New Generation”. Altre partnership sono seguite con Dave Douglas, Charles Lloyd, John Zorn e Nels Cline. Negli ultimi anni, come documentano anche i suoi apprezzati dischi, Julian Lage ha compiuto una sorta di viaggio organizzato lungo le radici della musica americana: una colta operazione di sintesi che, utilizzando il linguaggio unificante del jazz, ripercorre trasversalmente e senza preconcetti generi e fasi storiche. Lage ha la maestria tecnica, la credibilità intellettuale, la padronanza della materia per riuscire in un progetto affascinante: cercare nuove strade ma senza rinnegare la tradizione.