11 Giugno 2019, 09:12

Richard Bona

Il nuovo “Flamenco Project” di Richard Bona ha preso forma tra Madrid e Barcellona ed è stato ispirato da un concerto di Paco De Lucia. Fedele alla sua visione della musica, che si propone di superare i paletti dei generi codificati, Richard Bona con Bona de la Frontera fonde i ritmi africani e le tradizioni […]
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Il nuovo “Flamenco Project” di Richard Bona ha preso forma tra Madrid e Barcellona ed è stato ispirato da un concerto di Paco De Lucia. Fedele alla sua visione della musica, che si propone di superare i paletti dei generi codificati, Richard Bona con Bona de la Frontera fonde i ritmi africani e le tradizioni andaluse per immaginare un “nuovo flamenco”. Con lui una band di assoluto livello in cui spicca il madrileno Antonio Rey, considerato il nuovo astro della Guitarra Flamenca.

Richard Bona, cantante, bassista e compositore, è stato definito “lo Sting africano”. Nato in Camerun, figlio d’arte (suo padre era un griot, una sorta di cantastorie dell’Africa occidentale) si è prima trasferito in Germania, poi a Parigi, infine a New York. Qui ha collaborato con artisti come George Benson, Branford Marsalis, Bobby McFerrin, Chaka Khan, Michael Brecker, Joe Zawinul. Secondo il Los Angeles Times in lui confluiscono il virtuosismo di Jaco Pastorious, la fluidità vocale di George Benson, il senso dell’armonia di Joao Gilberto, il tutto mescolato con la cultura africana.

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