11 Giugno 2019, 10:48

Roberto Gatto Quartet

Da sideman di lusso nei primi passi della carriera, ricercatissimo sia dai più importanti musicisti italiani che dagli americani di passaggio per Roma (la lista è praticamente sconfinata, da Chet Baker a Johnny Griffin, da Pat Metheny a Steve Lacy, da Bob Berg a George Coleman), Roberto Gatto con il passare del tempo ha via […]
share
UmbriaJazz

Da sideman di lusso nei primi passi della carriera, ricercatissimo sia dai più importanti musicisti italiani che dagli americani di passaggio per Roma (la lista è praticamente sconfinata, da Chet Baker a Johnny Griffin, da Pat Metheny a Steve Lacy, da Bob Berg a George Coleman), Roberto Gatto con il passare del tempo ha via via accentuato il suo ruolo di leader e creatore di progetti musicali originali. Ora Gatto, batterista, compositore e arrangiatore, si dedica innanzi tutto alla propria musica.

Artista curioso e dalla mente aperta, è passato dagli omaggi di alcuni momenti topici della storia del jazz come quelli ai quintetti di Miles Davis e Shelley Manne a riletture della musica di Frank Zappa (con Quintorigo) e del progressive rock. Con questo quartetto siamo in una dimensione perfettamente acustica. Gatto si avvale dell’apporto di volti nuovi del jazz italiano, in linea con la sua vocazione per l’insegnamento e l’impegno nella ricerca di giovani talenti. Gatto è sempre attento alle nuove generazioni e questo è un tratto certamente non secondario dell’identikit di un grande artista che nonostante il successo a livello internazionale continua a spendersi per la valorizzazione dei musicisti di domani. O già di oggi, considerando la bravura dei tre membri del quartetto: Alessandro Lanzoni e Matteo Bortone hanno vinto, in due anni diversi, il Top Jazz come miglior nuovo talento; Alessandro Presti nel 2014 si è aggiudicato il concorso Massimo Urbani.

Notizie correlate

UmbriaJazz
24 Settembre 2020, 11:13
UmbriaJazz
08 Settembre 2020, 08:15
UmbriaJazz
07 Settembre 2020, 08:18