Gran Cenone di Fine Anno | Palazzo dei Sette | Umbria Jazz

George Cables Trio feat. Piero Odorici

George Cables Trio con Darryl Hall & Jerome Jennings feat. Piero Odorici

Nick The Nightfly Quintet

con Jerry Popolo, Claudio Colasazza, Francesco Puglisi, Amedeo Ariano

Accordi Disaccordi con Anais Drago

Ven, 31 Dicembre - ore 22:00
Palazzo dei Sette – Bistrò
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George Cables Trio feat. Piero Odorici

Se è vero che il profilo artistico di un musicista jazz viene descritto anche dai colleghi con cui collabora, George Cables può essere considerato a buon diritto un monumento del jazz moderno. Nella sua lunga carriera questo newyorkese oggi settantaseienne ha suonato, dal vivo e in studio, con Sonny Rollins e Joe Henderson, Woody Shaw e Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson e Dizzy Gillespie. Straordinaria è poi la sua “collezione” di batteristi: Art Blakey, Max Roach, Roy Haynes, Tony Williams. Due partnership restano però centrali: il quartetto di Dexter Gordon e quello di Art Pepper, di cui Cables fu senza dubbio il pianista preferito. “Mr. Beautiful”, lo chiamava Pepper. La loro collaborazione è documentata da una serie di dischi Contemporary e Galaxy, tra cui l’ultima sessione in studio, in duo, del grande alto sassofonista: un testamento artistico da condividere con un compagno fidato. Negli ultimi anni Cables suona da solo, con il proprio trio o con formazioni più estese, oltre a svolgere attività didattica in programmi di formazione per giovani musicisti. E pensare che la sua prima educazione musicale fu con la musica classica, non con il jazz di cui, come egli stesso ammise, non sapeva niente. Ma la libertà e la potenza espressiva della musica afroamericana presto lo conquistarono. Più che i pianisti, le sue principali influenze furono icone come Miles Davis e Coltrane, le loro innovazioni e come gestivano le band. Formatosi alla scuola dell’hard bop, Cables ha sempre conservato una grande curiosità per l’evoluzione del jazz e l’interesse nei confronti dei più giovani. Un classico, dunque, ma anche un artista originale e mai in stand by. Nel quartetto che suona a Orvieto c’è un musicista molto noto al pubblico italiano, il sassofonista bolognese Piero Odorici, membro del quintetto protagonista delle jam session notturne delle ultime edizioni di Umbria Jazz.
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Nick The Nightfly Quintet

Popolarissimo come dj e conduttore radiofonico, Nick the Nightfly (all'anagrafe Malcolm MacDonald Charlton, il nome d'arte lo ha preso dal titolo dell'album di Donald Fagen) nasce in realtà come musicista e cantante. Era una promessa del calcio il giovane Malcolm, convocato per la Nazionale scozzese Under 18, e del badminton, ma il suo vero amore era la musica. Ormai italiano dal 1982, per scelta di vita, è una star di Radio Monte Carlo per i suoi programmi ironici e colti, nei quali si ascolta sempre ottima musica. In studio ha ospitato artisti come Sting, Pat Metheny, Peter Gabriel, Ryuichi, Herbie Hancock, Miriam Makeba, Caetano Veloso, Enya, Donald Fagen, Pino Daniele, Annie Lennox e tanti altri. Ha prodotto compilation di successo sotto l'egida di The Nightfly e Monte Carlo Nights, ma lui la musica ama anche farla, sia con la Monte Carlo Nights Orchestra sia con una band di organico più ristretto come il quintetto. Un personaggio simpaticissimo e vulcanico (direttore artistico del Blue Note di Milano, organizzatore di festival, produttore, cacciatore di talenti) che il pubblico di Umbria Jazz conosce bene per le sue dirette dal Festival in estate e come presentatore, ma anche come performer.    
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Accordi Disaccordi con Anais Drago

Accordi Disaccordi è il trio (chitarra solista, chitarra ritmica, contrabbasso) che fin dall’inizio si è ritagliato un ruolo originale sulla scena del jazz italiano, anche grazie ad un repertorio che coniugava swing e gypsy. Dietro quella musica era istintivo intravedere la monumentale ombra di un mito del jazz che quel genere aveva inventato, Django Reinhardt. Il trio ha riproposto in chiave moderna classici italiani e internazionali, oltre a brani originali, riportandoci indietro nel tempo, fino agli anni '30.   Non solo gypsy, però. Un buon esempio della loro attuale musica, che si manifesta in continua evoluzione e si richiama a molteplici e diverse influenze, è il recente album intitolato “Decanter”. Ospite di Accordi Disaccordi (lo fu anche in Umbria Jazz 19) è il violino di Anais Drago, inclusa nella top-ten dei nuovi migliori talenti del referendum 2020 di Musica Jazz. Il suo eclettismo le permette di muoversi con disinvoltura tra jazz, rock, world-music e sperimentazione. Decisamente, un’artista da seguire con attenzione.