Enrico Zanisi

Jazz goes to Museum

Ven, 19 Luglio - ore 12:00
Sala Podiani alla Galleria Nazionale dell’Umbria
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UmbriaJazz

Enrico Zanisi

Il piano solo è una formula affascinante ma non priva di rischi e affrontarla è per un pianista, tanto più se è giovane, una dimostrazione di sicurezza nei propri mezzi. Enrico Zanisi può permettersi questa sfida se si pensa che il suo primo e per ora unico disco di solo piano (titolo: Piano Tales) lo ha inciso quattro anni fa, venticinquenne, dimostrando una convincente maturità. Tre anni prima (2012) aveva già vinto il Top Jazz di Musica Jazz come miglior nuovo talento. Zanisi ha cominciato presto a far parlare di sé perché è figlio d’arte (genitori musicisti) e nella sua casa la musica era una presenza costante. Per di più, c’era un piccolo pianoforte verticale e “ad un certo punto venne un giorno - dice Enrico - in cui decisi di conoscere meglio quel bel mobile in salone”. Gli inizi furono con la musica classica ma ben presto il suo approccio alla musica, libero, aperto, creativo lo fece inevitabilmente sterzare, con il supporto dei genitori, verso il jazz anche se il primo amore era il rock. La svolta arrivò con i seminari a Siena: “non avevo dubbi, avrei fatto il jazzista e stop con il power metal!” La carriera del jazzman Enrico Zanisi ha camminato veloce, con collaborazioni con Sheila Jordan, David Liebman, Andy Sheppard, Francesco Cafiso, Roberta Gambarini, Stefano Di Battista e molti altri. “Ognuno di loro - dice Zanisi - mi ha stimolato a studiare e a ricercare formule personali di espressione musicale, con la più sincera umiltà e grande passione possibili”.