Jazz Club Perugia

stagione 2019/2020

 

Quella che prenderà il via l’8 novembre è un’edizione importante del Jazz Club Perugia: la stagione infatti entra a pieno titolo tra gli eventi organizzati dalla Fondazione Umbria Jazz, al pari delle altre kermesse, Umbria Jazz, Umbria Jazz Spring e Umbria Jazz Winter.
Prende forma quindi una lunga stagione musicale che da novembre a luglio proporrà tre festival e una stagione con otto concerti, senza soluzione di continuità, che offrirà agli appassionati un cartellone ricco ed eterogeneo.
Sede dei concerti sarà anche quest’anno l’Hotel Sina Brufani, con l’eccezione dell’evento del 23 dicembre che si terrà al Teatro Morlacchi.
Si inizia come detto l’8 novembre con un duo che probabilmente rappresenta lo stato dell’arte nel suo genere: Enrico Rava e Danilo Rea, mentre il 9 dicembre sarà la volta di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, progetto certamente non da meno.
I due progetti made in Italy saranno intervallati il 22 novembre dal trio di Charlie Hunter, che il pubblico di UJ ha avuto modo di apprezzare in passate edizione del festival.
Evento particolare il 23 dicembre per location e musica: sarà infatti l’occasione per gli auguri natalizi alla città con il gospel dell’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir al Teatro Morlacchi.
Il 2020 vedrà ancora il jazz italiano protagonista: il 7 gennaio con il quartetto di Rosario Bonaccorso special guest Fabrizio Bosso, il 14 febbraio Nico Gori sempre in quartetto sarà quindi occasione per festeggiare un San Valentino fuori dagli schemi.
Conclusione infine il 20 marzo con una super band composta da Vincent Herring, Piero Odorici, Dave Kikoski, Aldo Zunino e Hank Allen-Barfield, insieme per celebrare il centenario della nascita di Charlie Parker.
Il 30 aprile le celebrazioni dell’International Jazz Day con il nuovo quartetto della sassofonista Melissa Aldana, anch’essa ospite in passato di UJ.
Tutti i concerti al Sina Brufani saranno preceduti da un appuntamento enogastronomico.

Biglietti e abbonamenti saranno a disposizione la sera stessa di ogni concerto a partire dalle 19.30.
Biglietto (concerto + buffet) € 20
Biglietto concerto 23 dicembre Teatro Morlacchi
€ 20 platea e palchi I e II ordine
€ 12 palchi III e IV ordine
Abbonamento agli 8 concerti € 120, studenti e minorenni € 60.

 

La Storia del Jazz Club

 


CARLO PAGNOTTA RACCONTA LA STORIA DEL JAZZ CLUB PERUGIA

A quei tempi i concerti si tenevano nel salone dell’Accademia dei Filedoni

(JCP) Perugia – “Stoppavo amici e conoscenti per strada e chiedevo mille lire, lo facevo anche con alcuni clienti al ristorante di mio padre, il famoso “Trasimeno“, e dicevo: da ora sei iscritto all’Hot Club Perugia”. Carlo Pagnotta, un pezzo di storia del jazz italiano, racconta così gli anni “romantici” della nascita del Jazz a Perugia. «Erano i primi anni Cinquanta – ricorda – e i pochi appassionati di jazz si incontravano presso il negozio Ceccherini in piazza della Repubblica per discutere e spesso litigare sul jazz tradizionale o sul jazz moderno, sul “jazz caldo” o sul “jazz freddo”». Il fondatore di Umbria Jazz racconta che ad un certo punto il gruppo di amici decise di dotarsi di una organizzazione e nacque l’Hot Club Perugia, con Adriano Mazzoletti presidente.A quei tempi i concerti si tenevano nel salone dell’Accademia dei Filedoni, l’attuale sede del Consiglio Regionale dell’Umbria. «Non era facile – dice Carlo – trovare sponsor e in quel circolo eravamo ben ospitati e la sala era dotata di un ottimo pianoforte a coda. Tra i tanti musicisti italiani ospitati mi piace ricordare l’arrivo di un giovanotto di “belle speranze”, Enrico Rava, con lui c’era uno sconosciutissimo Gato Barbieri». Di quel periodo rimangono storici i concerti di Louis Armstrong nel 1955 al Teatro Morlacchi e di Chet Baker nel 1956 alla Sala dei Notari.

Verso la fine degli anni Cinquanta Adriano Mazzoletti si trasferì a Roma e Carlo Pagnotta a Londra e l’attività del club subì una pausa, ma nel 1960 nacque il Jazz Club Perugia con Carlo Pagnotta presidente. L’associazione raggiunse circa 300 soci e con il contributo del Comune di Perugia e dell’Azienda Autonoma di Turismo con il mitico Direttore Giuseppe Agozzino, arrivarono artisti del calibro di Teddy Wilson, Johnny Griffin, Dexter Gordon, Archie Shepp, Stan Getz, Dizzy Gillespie (tutti al Teatro Morlacchi).Al Teatro Turreno arrivò anche Sonny Rollins. Il “Colossus” ha ancora attaccato sulla custodia del suo sassofono l’adesivo del Jazz Club Perugia. Questo spiega perché Rollins, di recente intervistato da una televisione, alla domanda se conoscesse Carlo Pagnotta ha risposto “Carlo….. lo conosco da tanti anni, Carlo is a legend”. Beh, detto da una vera leggenda del jazz……… Di quei tempi del jazz in “bianco e nero” bisogna ricordare i grandi collaboratori di Carlo Pagnotta: Sauro Peducci (che sarebbe diventato una colonna portante di Umbria Jazz) e Argentino Stortini, entrambi scomparsi. Dall’esperienza del Jazz Club Perugia con concerti anche all’aperto (Lou Bennett) il passo per presentare un progetto di festival fu breve. Nel 1972 la proposta, a firma Carlo Pagnotta, fu inviata al primo Presidente della Regione Umbria, Pietro Conti, e l’intuizione dell’allora Assessore al Turismo e Cultura, Alberto Provantini, fu determinante: nell’Agosto 1973 nacque Umbria Jazz, ma questa è un’altra storia…