Joel Ross/ Warren Wold Quartet feat. Joe Sanders e Greg Hutchinson

“Tributo a Milt Jackson & Bobby Hutcherson”

Paolo Fresu Devil Quartet

special guest FRANCESCO DIODATI

Dom, 29 Dicembre - ore 21:00
Teatro Mancinelli
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UmbriaJazz

Joel Ross/ Warren Wold Quartet feat. Joe Sanders e Greg Hutchinson

“Tributo a Milt Jackson e Bobby Hutcherson” VIBES SUMMIT La storia del vibrafono nel jazz si può raccontare - se si semplifica molto, forse troppo - seguendo una linea retta che parte da Lionel Hampton, passa per Milt Jackson e arriva a Bobby Hutcherson e Gary Burton. Dopo aver dunque recitato un ruolo nel percorso evolutivo di tutta la musica afroamericana, negli ultimi anni il vibrafono ha conosciuto una rifioritura grazie ad una nutrita schiera di nuovi interpreti, e tre di questi, di altrettante generazioni, sono presenti a Umbria Jazz Winter, tanto da caratterizzare in modo forte questa edizione. È un omaggio ad uno strumento suggestivo, dal suono caldo e nello stesso tempo etereo, tecnicamente imparentato con le percussioni ma con la “eloquenza” espressiva degna di un pianoforte. E se è raro ascoltare un quartetto con due vibrafonisti, è un evento praticamente unico vedere tre vibrafonisti sul palco. “One of the world’s most versatile vibes masters", scrive Gary Walker (Hot House) di Joe Locke. Locke è largamente considerato come uno dei maggiori talenti del vibrafono. Di lui colpisce, tra le altre cose, l’estrema versatilità, che lo ha portato a suonare in contesti di mainstream jazz come in ambiti accademici. È storia, inoltre, il duo che lo vide suonare insieme, proprio a Orvieto, con Cecil Taylor, guru del free jazz. Flessibilità è anche il tratto identitario di Warren Wolf, multi strumentista di Baltimora che suona anche piano, marimba e batteria. Proprio con Locke Wolf ha esordito in un insolito duo di vibrafonisti, anche questo tenuto a battesimo da Umbria Jazz Winter nel 2013. Warren è un performer dalla tecnica impeccabile, frutto di studi classici con musicisti della Baltimore Symphony Orchestra e jazz al Berklee College of Music. Ha anche frequentato corsi di Carribean Jazz con i vibrafonisti Dave Samuels ed Ed Saindon. Joel Ross è l’astro nascente del vibrafono (ma Ross è anche compositore e pianista). Del giovane originario di Chicago si parla molto in America, dove ha riscosso premi importanti, partecipato ai maggiori festival e suonato nei jazz club più prestigiosi. In pochi anni ha collaborato sia con star del jazz come Herbie Hancock, Christian McBride o Louis Hayes che con i migliori esponenti delle ultime generazioni come Ambrose Akinmusire, Gerald Clayton o Jon Batiste. Ha suonato, tra l’altro, nella band del trombettista Marquis Hill (anche lui di Chicago) con cui è stato ospite a Umbria Jazz. Intanto, Ross ha firmato per Blue Note e pubblicato il primo disco per la storica etichetta, KingMaker.
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Paolo Fresu Devil Quartet

PAOLO FRESU DEVIL QUARTET PAOLO FRESU DEVIL QUARTET special guest FRANCESCO DIODATI PAOLO FRESU DEVIL QUARTET special guest GIANLUCA PETRELLA PAOLO FRESU TRIO “TEMPO DI CHET”, special guest STEFANO BAGNOLI Quattro volte Paolo Fresu, a Umbria Jazz Winter, per quella che si potrebbe definire una carte blanche nelle mani di uno dei leader del movimento jazz italiano - e non solo. Tre performance vedono protagonista il Devil Quartet: una con la sua consueta formazione; una seconda in versione “elettrica”, con ospite Francesco Diodati alla chitarra; la terza in modalità “acustica” con special guest Gianluca Petrella al trombone. Il Devil Quartet è stato pensato da Fresu per sviluppare in modo diverso un’idea di quartetto che si era concretizzata nell’Angel Quartet, formazione molto celebrata a livello europeo. La line up del Devil, con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Della Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria, mette insieme autentici specialisti dei loro strumenti ma il risultato finale, come avviene sempre nel jazz ben suonato, è superiore alla somma dei singoli. La regia sapiente di Fresu governa una musica che lui stesso definisce "melangé", frutto di incroci di stili e linguaggi diversi, aperta e curiosa. I due ospiti, che vanno a inserirsi in un contesto solidamente strutturato, ovviamente cambiano il “suono” del Devil e rappresentano un forte elemento di interesse. Nella quarta performance di Fresu va in scena il trio con Dino Rubino al pianoforte e Marco Bardoscia al contrabbasso per il progetto “Tempo di Chet”. Anche qui, un ospite speciale, Stefano Bagnoli alla batteria. Tempo di Chet, naturalmente dedicato ad una delle figure umanamente più struggenti, oltre che uno dei talenti più puri del jazz, Chet Baker, è anche un bel disco per Tŭk Music e un lavoro teatrale. Per ricordarci che è sempre tempo di Chet.