John Scofield

Paolo Fresu Trio

TRIO “Tempo di Chet”
special guest STEFANO BAGNOLI

Mer, 01 Gennaio - ore 17:00
Teatro Mancinelli
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UmbriaJazz

John Scofield

John Scofield torna a Umbria Jazz, i cui palcoscenici calca da protagonista fin dalla metà degli anni ‘80 (la band di Miles Davis), e regala al pubblico di Orvieto una solo performance che non è, per lui, un evento molto comune. Oltre naturalmente alle tre date con The Magic and the Mystery of the Beatles, con arrangiamenti e direzione di Gil Goldstein. L’ultima volta di Scofield al festival umbro è stata tre anni fa con una curiosa formula in trio: gli altri due erano Brad Mehldau e Mark Guiliana. Il chitarrista dell’Ohio continua a essere uno dei maestri moderni del suo strumento. Ed è certamente uno dei più versatili, in grado com’è di passare con disinvoltura dal post bop al jazz elettrico, dalla rilettura delle radici country al soul, dal blues al r&b. Una visione, quella di Scofield, realmente totale del patrimonio musicale americano. Nel corso di una ormai lunghissima carriera Scofield ha incrociato, in tour e in sala d’incisione, molti altri protagonisti del jazz contemporaneo: tra gli altri, Pat Metheny, Charlie Haden, Medeski, Martin & Wood, Bill Frisell, Mavis Staples, Jack DeJohnette, Joe Lovano, Tony Williams, Jim Hall, Ron Carter, Herbie Hancock, Joe Henderson, Dave Holland. Molti dei suoi oltre trenta album da leader sono diventati dei classici, e tre hanno vinto un Grammy. La solo performance di Umbria Jazz è una occasione rara per scoprire una dimensione più raccolta e intima di un grande artista che oggi viene considerato uno dei “big three” virtuosi della chitarra (gli altri sono Metheny e Frisell) emersi nell’ultima parte del ventesimo secolo.
UmbriaJazz

Paolo Fresu Trio

PAOLO FRESU TRIO “TEMPO DI CHET”, special guest STEFANO BAGNOLI Quattro volte Paolo Fresu, a Umbria Jazz Winter, per quella che si potrebbe definire una carte blanche nelle mani di uno dei leader del movimento jazz italiano - e non solo. Tre performance vedono protagonista il Devil Quartet: una con la sua consueta formazione; una seconda in versione “elettrica”, con ospite Francesco Diodati alla chitarra; la terza in modalità “acustica” con special guest Gianluca Petrella al trombone. Il Devil Quartet è stato pensato da Fresu per sviluppare in modo diverso un’idea di quartetto che si era concretizzata nell’Angel Quartet, formazione molto celebrata a livello europeo. La line up del Devil, con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Della Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria, mette insieme autentici specialisti dei loro strumenti ma il risultato finale, come avviene sempre nel jazz ben suonato, è superiore alla somma dei singoli. La regia sapiente di Fresu governa una musica che lui stesso definisce "melangé", frutto di incroci di stili e linguaggi diversi, aperta e curiosa. I due ospiti, che vanno a inserirsi in un contesto solidamente strutturato, ovviamente cambiano il “suono” del Devil e rappresentano un forte elemento di interesse. Nella quarta performance di Fresu va in scena il trio con Dino Rubino al pianoforte e Marco Bardoscia al contrabbasso per il progetto “Tempo di Chet”. Anche qui, un ospite speciale, Stefano Bagnoli alla batteria. Tempo di Chet, naturalmente dedicato ad una delle figure umanamente più struggenti, oltre che uno dei talenti più puri del jazz, Chet Baker, è anche un bel disco per Tŭk Music e un lavoro teatrale. Per ricordarci che è sempre tempo di Chet.