Cécile McLorin Salvant con Sullivan Fortner, Bokanté e “L’Insiùm Mainerio!” oggi 12 luglio a UJ

Emmet Cohen al Brufani e il duo Tandoi-Senni al Restaurant Stage
UmbriaJazz

Cécile McLorin Salvant torna a Umbria Jazz, dove è già stata più volte, accompagnata soltanto da un giovane pianista in grande ascesa, Sullivan Fortner, trentaduenne di New Orleans con il quale ha inciso “The Window” proprio utilizzando la storica e sempre suggestiva formula voce-pianoforte.

A 21 anni (era il 2010) Cécile vinse il prestigioso Thelonious Monk International Jazz Competition. Aveva appena pubblicato il suo album di esordio, con alle spalle buoni studi in America e nel Conservatorio Darius Milhaud di Aix en Provence, dove la madre, francese, l’aveva mandata a perfezionarsi nella vocalità classica e barocca. Generalmente, chi vince quel concorso è destinato ad una grande carriera. In effetti, Cecile da allora ha fatto incetta di premi (tra gli altri, tre Grammy), realizzato ottimi dischi, raccolto ovunque testimonianze di stima: Wynton Marsalis, della cui orchestra Cécile è stata ospite, citato in un articolo del New Yorker, ha detto che si trova una cantante così una volta in una generazione o due.

Fortner in realtà non è una novità avendo vinto tre anni fa il Lincoln Center Award for Emerging Artists. In questa prima fase della sua carriera si è esibito nel circuito Jazz at Lincoln Center ed ai festival di Newport e Monterey, ha suonato con Dianne Reeves, Roy Hargrove (è stato membro dell’ultima formazione del trombettista texano), Wynton Marsalis, Paul Simon, John Scofield, Fred Hersch, DeeDee Bridgewater. Ha pubblicato anche i primi due dischi da leader, il secondo dei quali per la Impulse! Figlio d’arte, ha mosso i primi passi come organista dei cori gospel (sua madre ne dirigeva uno) ed ha poi studiato in istituzioni prestigiose come l’Oberlin Conservatory e il Berklee College of Music.

 

Un progetto molto particolare, quello di Glauco Venier e Michele Corcella con l’ensemble L’Insiùm, laboratorio permanente di ricerca che ha sede in Friuli e in cui sono coinvolti musicisti provenienti da tutta l’Italia. “Insiùm” è una parola friulana che sta per sogno, visione.

“Mainerio” è una audace avventura musicale tra passato e presente, composizione e improvvisazione, tradizione popolare e linguaggio internazionale del jazz.