Umbria Jazz 1986

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Mentre nei caldi pomeriggi David Chertok continuava a raccontare il jazz in bianco e nero e i maestri che non c’erano più, gli altri maestri, quelli allora ancora in azione, dividevano la notte fra il Frontone e i club con ampio assortimento.

Dallo swing dell’immarcescibile Lionel Hampton, al latin jazz di Tito Puente con la voce di Celia Cruz, al superquartetto di Herbie Hancock, a Joe Zawinul che provava a risvegliare il ricordo degli Weather Report, appena sciolti, con gli Weather Up date.

C’era anche Wayne Shorter ma in proprio, con il suo quartetto. In lista c’era anche l’ex campione del free Archie Shepp, mentre Al Jarreau, nella sua fase d’oro, era affiancato dal sax di David Sanborn.
Fra i protagonisti dei club Ahmad Jamal, un ritorno dai ricordi del pianista amato da Miles Davis, capace di far luccicare il suo pianismo ritmico e altamente estetizzante.

Umbria Jazz

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