Umbria Jazz 2018

Perugia, 13 - 22 luglio 2018

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45 ANNI DI UMBRIA JAZZ

Umbria jazz nei suoi quarantacinque anni di vita ha svolto un intenso ruolo di promozione e sostegno musicale che ha contribuito non solo alla propria affermazione come marchio apprezzato del made in Italy nel mondo. Ha fatto crescere l’intero movimento jazzistico nazionale, ospitandolo e valorizzandolo nei suoi cartelloni. E lo ha condotto e fatto conoscere fuori dai confini nazionali. Una mission partita negli anni 80, quando UJ con le proprie risorse fece sbarcare una pattuglia di giovani solisti, ancora sconosciuti, in un luogo prestigioso della musica americana come la Town Hall a New York. Molti di loro sono i nomi che oggi fanno del jazz italiano una delle riserve più preziose e creative, un vero e proprio giacimento di talenti. Da allora quei musicisti a cui se ne sono aggiunti molti altri, hanno viaggiato con il marchio Umbria jazz attraverso tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Brasile, all’Australia, al Sud Africa, recentemente in Cina con grandi risultati.

L’importanza e la rilevanza internazionale di UJ è ben rappresentata anche dagli artisti in programma a Perugia dal 13 al 22 luglio, che festeggia il quarantacinquesimo anno di vita.

Un programma, quello dell’Arena Santa Giuliana, il main stage, che è un vero e proprio Festival nel Festival: mai come quest’anno tanti generi musicali e artisti in grado di soddisfare i gusti musicali di tutti gli appassionati per quello che è un evento nell’evento. Il tutto sotto il segno della qualità che Umbria Jazz propone al proprio pubblico dal 1973.

Si val dai festeggiamenti per gli 85 anni di Quincy Jones, una icona dello spettacolo, non solo della musica, ed uno degli intellettuali afroamericani più rispettati e influenti di sempre alla sempre viva e ricca di fascino musica brasiliana, con Gilberto Gil, Cetano Veloso, Margaret Menezes e Os Mutantes. Ci sono poi grandi amici del festival, più volte protagonisti a Perugia, come Pat Metheny, Melody Gardot, Stefano Bollani, Gregory Porter, che rappresentano varianti più o meno ortodosse del jazz.

Non poteva mancare lo spazio a giovani promesse, come Benjamin Clementine, Somi, Nik West, Hypnotic Brass Ensemble, Kyle Eastwood.

Infine, ma non per importanza, le incursioni in ambienti più pop-rock con Massive Attack e David Byrne e i fenomeni del momento: i Chainsmokers, artefici di un suono personale che con grande abilità attraversa i mondi musicali di indie, progressive e pop.

Location principale, come detto, rimane l’Arena Santa Giuliana, dove avranno spazio i grandi nomi, poi il Teatro Morlacchi, dedicato al jazz più ortodosso e la Galleria Nazionale dell’Umbria.

Abbinamento tra musica e cibo infine alla Bottega del Vino e al Ristorante La Taverna per gli aperitivi, i brunch e le cene.

Ci sono infine gli spazi all’aperto gratuiti: Piazza IV Novembre e i Giardini Carducci. È l’Umbria Jazz che rappresenta la continuità con il passato, un omaggio doveroso a una formula che ha creato il “caso” Umbria Jazz nel mondo dello spettacolo e nel costume. Da non dimenticare infine la tradizionale Street Parade.

Il miracolo di Umbria Jazz è stato in definitiva di aver creato un evento popolare, dai grandi numeri e dalla forte risonanza immerso in un ambiente assolutamente peculiare che non ha riscontri in tutto il mondo e che lo rendono unico e irripetibile.

Umbria Jazz

UJ History