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Umbria Jazz Winter

Umbria Jazz Winter #28

Orvieto, 28 dicembre 2021 - 12 gennaio 2022

Umbria Jazz Winter #27, quella del 2019-2020, è stata l’ultima manifestazione di Umbria Jazz a svolgersi in modo “normale”, senza dovere pagare un prezzo a cancellazioni, ridimensionamenti e costrizioni imposte dalla pandemia. Umbria Jazz Winter #28 è la prima a tornare alla consueta formula. A Orvieto si era interrotta la normalità, e da Orvieto si riprende.

Umbria Jazz Winter offre al suo pubblico ben cinquanta eventi in cinque giorni di Festival, con un programma che comincia in tarda mattinata e finisce alle ore piccole. Sono di scena diciassette band, in grandissima parte residenti, per un totale di oltre ottanta musicisti sul palco. Ci saranno i consueti spazi, dal Teatro Mancinelli al Palazzo del Capitano del Popolo, dal Museo Emilio Greco al Palazzo dei Sette. Ci saranno i Jazz Lunch e i Jazz Dinner e due cenoni di fine anno al ritmo del jazz. Ovviamente, e soprattutto, ci sarà un cartellone che per qualità è all’altezza della tradizione del Festival, con eventi esclusivi ed artisti ai vertici della scena jazz internazionale. Orvieto torna ad essere la vetrina invernale dell’Umbria con quel mix di cultura, spettacolo, socialità e turismo che rappresenta un tassello imprescindibile dell’identità regionale.

Il cartellone presenta innanzi tutto un grande evento: il nuovo progetto di Bill Frisell, uno degli artisti più innovativi della scena contemporanea, con la Umbria Jazz Orchestra. Il progetto è una produzione esclusiva di Umbria Jazz. Frisell sarà anche protagonista di una solo performance.

Sempre in tema di chitarra, ascolteremo il solitario omaggio di Lionel Loueke a quello che lo stesso Loueke definisce il suo mentore, Herbie Hancock. E un altro grande chitarrista, il brasiliano Romero Lubambo, fa parte del trio di Sarah McKenzie, elegante cantante/pianista che nel suo periodo formativo ha fatto esperienza anche nelle Clinics di Umbria Jazz, con il virtuoso del violoncello, anche lui brasiliano, Jaques Morelenbaum. Tre artisti il cui collante è un approccio raffinato e non convenzionale alla canzone.

Un filo conduttore è la forma canzone, declinata sia come vocalità che nella traduzione strumentale.
Sofisticato cantante è Allan Harris, con la band che ha prodotto il suo ultimo disco, in cui rende omaggio, anche attraverso ricordi familiari, alla Harlem degli anni ‘50-‘60.
Aria di famiglia, con il quintetto di Giovanni Tommaso e sua figlia Jasmine, vocalista affermatasi sulla scena californiana. In programma, canzoni evergreen italiane e americane.
Ancora canzoni con il duo Luca Aquino – Giovanni Guidi, che così commenta il progetto: “Desideravamo suonare delle belle melodie, semplici e farle nostre: così nasce questo duo, in modo naturale e sincero”. Per finire, un garbato intrattenitore quanto solido musicista: è Nick The Nightfly, che con il suo quintetto ripropone un lungo itinerario musicale che va dalle hit degli anni d’oro del jazz fino alle canzoni di Sting.
Un mito vivente del jazz è George Cables, hard bopper di grande tradizione e testimone diretto (lui c’era!) di alcune delle più grandi band del jazz. A Orvieto sarà con il trio (con ospite speciale il sax di Piero Odorici) e nella sempre suggestiva formula del duo pianistico. Il suo partner è Sullivan Fortner, di parecchi anni più giovane, uno dei trentenni di successo dell’attuale scena del jazz. Fortner sarà anche protagonista di alcune solo piano performance.

Importante lo spazio riservato a Francesco Bearzatti, con due band: il Tinissima Quartet che presenta il suo recente “Zorro”, ed un quartetto completamente diverso per un rivisitazione della musica del grande ma sottovalutato Tony Scott. Infine, la Black Music, che a Umbria Jazz non manca mai, con la band di Anthony Paule.

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