Umbria Jazz 2000

Perugia, 14 - 23 luglio 2000

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Riappare Keith Jarrett, il più celebrato dei pianisti, rimasto a lungo lontano dai concerti perché colpito da un virus particolare chiamato sindrome da affaticamento cronico. Ancora circondato dai suoi formidabili ritmisti, Gary Peacock e Jack DeJohnette, Keith affronta un Frontone ghiacciato dai temporali facendo dimenticare umidità e freddo con un set spettacolare.

Sul fronte della memoria il festival quell’anno ha celebrato il grande Nat King Cole con la figlia Natalie, ha viaggiato sulle latitudini cubane con i veterani del Buena Vista Social Club, quelli veri non quelli che girano ancora oggi, con il magnifico crooner Ibrahim Ferrer, Omara Portuondo e Ruben Gonzalez. Ha ricordato l’impenetrabile sacerdote del bop, Thelonious Monk con una all star chiamata Monk Tentet, con Steve Lacy, Phil Woods, Johnny Griffin, Harold Land, Billy Higgins. E c’è stato modo di rievocare anche il songbook di Lucio Battisti con solisti come Enrico Rava, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto, accompagnati dall’orchestra sinfonica Arturo Toscanini.

Per l’ortodossia jazzistica il Frontone ha lasciato spazio a Wynton Marsalis, sempre più uomo di potere del jazz statunitense, prima alla testa della Lincoln Center Orchestra per rendere omaggio a Louis Armstrong, poi per far festa a James Moody e ai suoi settantacinque anni, per partecipare a una conferenza su Dizzy Gillespie, per insegnare ai ragazzi delle clinics del Berklee College of Music e (il meglio) per duettare in modo sublime con John Lewis al Morlacchi.

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