Umbria Jazz 2009

Perugia, 10 - 19 luglio 2009

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Umbria Jazz nel suo ruolo di festival di prestigio prova di nuovo ad aprire il terreno a un incontro artistico. Ancora una volta, a fare da apripista è Stefano Bollani, ormai figura simbolo della rinascita del jazz italiano, che trova sulla sua strada un maestro e stilista del pianoforte: Chick Corea. L’italoamericano viene sorpreso dall’estro del collega. E dall’incontro nasce un disco: Orvieto, inciso nell’edizione Winter di UJ.

Sulla strada degli incontri ecco anche Wynton Marsalis a fare da santo protettore all’ormai ex bambino prodigio, Francesco Cafiso.

Il cartellone intanto spazia fra i generi, destino inevitabile per una manifestazione nata per dedicarsi ai puristi e contaminata fin dal suo avvio, causa eccesso di popolarità. Ci sono songwriters di prestigio come Paolo Conte, Burt Bacharach, James Taylor. Ma ci sono anche i rappresentanti di quella che una volta era l’avanguardia del jazz: Cecil Taylor, caposcuola dei pianisti free, e George Lewis, trombonista eclettico alfiere del jazz creativo degli anni 70. Ci sono un paio di pop groups raffinati come gli Steely Dan e i Simply Red.

Ci sono rappresentanti dell’ortodossia jazzistica come McCoy Tyner con Bill Frisell, il trio di Roy Haynes, Ahmad Jamal. C’è il settore omaggi ai grandi del passato: a Nat King Cole ci pensano il crooner chitarrista George Benson, il cantante Allan Harris e il fratello del grande Nat, Freddy Cole.

Mentre alla memoria di Charles Mingus si dedicano la big band che gira il mondo nel suo nome e gli italiani Quintorigo. Infine c’è spazio per la black music autentica con il veterano del blues B.B.King, Solomon Burke, il sax di James Brown Maceo Parker, la chitarra di John Scofield con il progetto dedicato a New Orleans.

Umbria Jazz

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