Umbria Jazz Winter 2005-2006

Orvieto, 28 dicembre 2005 - 1° gennaio 2006

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Un festival della memoria che rievoca tre grandi figure del jazz: Charlie Parker, il sacerdote del jazz moderno, il gitano Django Reinhardt, il più imitato dei jazzisti europei, inventore del contagioso swing manouche, Ray Charles, gran pianista e formidabile cantante, fondatore di uno stile di largo successo come il soul.

A ripescare alcune pagine storiche di Bird è il giovane talento precoce del jazz italiano Francesco Cafiso, alto sax dallo stile fluido, che insieme a una sezione d’archi rievoca le celebri string session della Verve, oltre a farsi notare in un contesto meno obbligato assieme al vibrafonista Joe Locke.

Per Django, invece, si mobilitano due dei maggiori epigoni francesi, il brillantissimo Bireli Lagrène e Christian Escoudè. A Ray Charles ci pensa un altro specialista delle sei corde, John Scofield alla testa di una band dai colori decisamente funky.

Una sorpresa, invece, viene da uno strumento solitamente di seconda fila e che conta davvero pochi specialisti leader, l’arpa, con il musicista colombiano Edmar Castaneda, la cui musica, visceralmente basata su ritmi e melodie latine mescolate a reminiscenze bebop, si impone per freschezza e originalità. Una singolarità che nasce anche dal suo strumento, l’arpa colombiana, che è molto più piccola di quella europea e ha un timbro che varia molto sulle tre ottave, il che permette contemporaneamente di scandire una linea di basso con una mano e pizzicare le corde per costruire il fraseggio.

Umbria Jazz

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