Umbria Jazz 1975

Perugia - Terni/Villalago - Città della Pieve - Città di Castello - Gubbio - Perugia - Orvieto, 26 luglio - 1° agosto 1975

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Fu l’anno del free jazz. Arrivarono due personaggi che più di tutti avevano contribuito ad allontanare le tentazioni del conformismo: Cecil Taylor e Archie Shepp.
Fu anche il secondo e ultimo anno di Charlie Mingus. Era stato in Umbria l’anno prima, a Todi, e si erano verificati incidenti tra un gruppo di autonomi e dei fedeli che seguivano la processione uscita dal Duomo.
Il fatto è che la situazione sfuggiva di controllo. Pubblico triplicato, che bivacca, dorme dovunque, beve, vuole mangiare gratis.
E gli spazi che scoppiano: a seguire i concerti e le trasmigrazioni non sono più qualche migliaio di appassionati: è una marea di facce e il festival democratico va in crisi per troppa democrazia.

Il programma è spettacolare (e dire che allora c’era chi lo criticava) con la formidabile big band di Count Basie, che a Villallago non riuscì ad arrivare per la strada bloccata dalle macchine, il ritorno di Chet Baker dopo la lunga sparizione, il torrenziale Elvin Jones e McCoy Tyner, Ted Curson, Billy Harper e una nutrita pattuglia di italiani, da Gaslini ai Cadmo.

Umbria Jazz

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