Umbria Jazz 2001

Perugia, 13 - 22 luglio 2001

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Keith Jarrett fa il bis con i suoi Gary Peacock e Jack DeJohnette: sono il massimo che il jazz sappia offrire con il loro fantastico repertorio di classici del song book americano.

Ma in cartellone ci sono altri due maestri del pianoforte, l’astro crescente Brad Mehldau, con il suo tocco cristallino e il suo squisito gusto melodico, e il vecchio ma sempre energico Ahmad Jamal.

Il Festival fa il pieno, con il Frontone, i teatri e i club sempre esauriti. Un nuovo successo che ha come sigillo finale il concerto di chiusura di Paolo Conte con Razzmatazz, omaggio personale dell’avvocato di Asti ai tempi dei pionieri del jazz.

Nel cartellone ci sono altri due nomi della canzone nazionale, Vinicio Capossela e Nicola Arigliano, il veterano dedito anima e corpo alle leggi dello swing.
Dee Dee Bridgewater rende omaggio a Kurt Weill. Al Pavone, invece, ad agitare i fantasmi della memoria c’è la Gil Evans Orchestra rimessa insieme dal figlio del leader, Miles Evans, con la presenza di molti dei suoi solisti storici Lew Soloff, Gary Valente, John Surman, Hiram Bullock.

Ma a dare il segnale che le gerarchie del jazz stanno cambiando è una notte al Morlacchi con una sfilata di jazzisti italiani che infiamma il pubblico con Stefano Bollani, Danilo Rea, Enrico Rava, Giovanni Tommaso, Rosario Giuliani, Roberto Gatto.

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